Approfondimenti
 
Il Respiro della Terra
03/06/2010
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Il respiro è la sua energia, il suo mezzo per vivere e sopravvivere, sia per se stessa sia per gli esseri che vivono sopra, dentro e intorno a questo nostro, meraviglioso pianeta.
E' opportuno che, tutti insieme, si operi per il benessere della Terra, perché se lei tornerà ad essere in salute e felice, anche noi, uomini o animali, o vegetali e minerali, potremo ritornare ad essere quei meravigliosi esseri che la Terra, come madre, ha voluto.
In questa rubrica cercheremo, insieme, le vie che portano al benessere, come:

la conoscenza dei siti carichi di energie per poterli incontrare e assumerne le vibrazioni salutari;
la bioarchitettura e l’architettura sacra che ci aiuteranno a comprendere e migliorare la nostra casa;
la geobiologia che permetterà di avvicinarci ai mezzi che aiutano a riconoscere le eventuali patologie che possono essere presenti nelle nostre case;
la conoscenza e l’utilizzo delle acque sacre, cosmiche, vibrazionali che inducono il riequilibrio di ogni essere;
la consapevolezza delle nostre radici che, per mezzo delle tradizioni e delle leggende, ci permettono d’essere sempre in collegamento con il nostro esser qui, oggi;
infine, la possibilità di entrare in contatto con tutti quegli esseri che, seppure non si riesca a vedere con gli occhi fisici, sono presenti accanto a noi e desiderano collaborare con noi e con tutte le forze che operano nella Natura.


Questi, e tanti, tantissimi altri argomenti, “stuzzicheranno” le nostre menti e ci porteranno ad aprirci verso un consapevole approfondimento di tutto quello che la Terra ci offre.
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Commenti / Comments
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Le erbe di San Giovanni. - 22/06/2010 3:57:43 P
In tutte le tradizioni sono 9 le erbe sacre da utilizzare, seppure variano da posto a posto,: L’Iperico o erba di S. Giovanni, con cui si fa l’olio per tutti i mali L’artemisia, sacra alla Luna, la sorella del Sole La verbena, che ha l’energia di Venere, la stella gemella Il cardo mariano, o “cardo cuore solare”, che è dedicato a Maria L’erica, che, bruciando, potenzia il fuoco del Sole La menta, che vivifica il nostro sangue e quello della Terra La felce maschio, che si coglie a metà della notte per propiziarsi la fortuna L’erba cedrina, chSolee. Come lo stesso cedro, è sacra al Sole La drosera, in cui palpitano gli spiriti degli elementali vegetali e animali

Architetto Gigi Capriolo - 22/06/2010 3:55:10 P
Litha la sesta porta Litha era la Festa per il Solstizio d’Estate, la Festa di S. Giovanni. In questo giorno il Sole, che ha appena superato il punto solstiziale, comincia a decrescere, seppure impercettibilmente, sull’orizzonte. Inizia il semestre del Sole discendente che si con cluderà con il Solstizio invernale quando sembrerà “morire” per rinascere come “Sole nuovo”. Anticamente i due Solstizi erano chiamati porte: porta degli Dei, quello invernale e porta degli uomini, quello estivo. Erano, quindi, simboli del passaggio o del confine tra il mondo dello spazio-tempo e l’aspazialità e l’atemporalità. Attraverso la porta estiva si entra nel mondo della genesi e della manifestazione; per l’altra si accede alle altre dimensioni. Per i romani il custode delle porte era Giano, misterioso dio bifronte, signore dell’eternità. Era raffigurato con uno scettro, o con un bastone, in una mano e nell’altra una chiave; il primo simboleggiava il potere regale, il secondo quello sacerdotale. L’etimologia del nome rivela la sua funzione di guardiano delle porte: Ianus deriva da yana (in sanscrito via) e da ianua (in latino porta). La similitudine tra i nomi Giano e Giovanni (Ianus e Iohannes) ha indotto la chiesa a festeggiare i due Giovanni (Battista e Evangelista) nei due Solstizi: Giovanni simbolo del Cristo Creatore del Solstizio estivo e Cristo che apre la porta del Cielo in quello invernale. E’ tradizione sottolineare la funzione di protettore del creato con l’accensione di falò sulla cima delle colline, con processioni per i campi con torce e con ruote infuocate da rotolare per i pendii. Il fuoco assume il compito di proteggere i frutti della terra, assicura buoni raccolti, difende dal fulmine, dalla grandine, preserva il bestiame dalle malattie e scaccia i demoni e le streghe. Ma, in effetti, questo rito serve a sostenere il Sole che inizia a declinare. I festeggiamenti iniziavano intorno al ventitré di giugno e finivano il ventinove: il ventiquattro, in cui noi ricordiamo il Battista, veniva a essere il giorno culminante di tutta la cerimonia, che, come quella di Lammas, era dedicata al momento in cui le forze magnetiche, terrestri, solari e lunari, si trovavano in una combinazione estremamente favorevole al contatto tra gli uomini e le “presenze” divine. Gli inglesi chiamano questo giorno Midsummer day, il giorno di mezz’estate in cui visibile e invisibile si compenetrano e accadono fenomeni dove sogno e realtà si confondono. In tutt’Europa la notte della vigilia di S. Giovanni si dice che nei cieli si vedano sciami di streghe volare verso la riunione annuale presso il noce di Benevento: per neutralizzarne gli influssi maligni si utilizza l’acqua e le erbe miracolose consacrate al santo. L’acqua è quella della rugiada che viene utilizzata ancor oggi per propiziare la fertilità e per ringiovanire la pelle e preservarla dalle malattie. Le erbe sacre sono 9, e variano a secondo dei luoghi, ad eccezione dell’iperico, chiamato anche erba di S. Giovanni perché fiorisce proprio in questo periodo,: noi solitamente utilizziamo quelle che si trovano in Valle: l’iperico, l’artemisia, l’erica, la verbena, il cardo mariano, l’aparine, la felce maschio, l’erba cedrina, la drosera e l’orzo, oppure il puleggio (tipo di menta simile al timo) e la ginestra. Si usa bruciare sul falò rituale un mannello di queste erbe magiche, perché vadano a propiziare i raccolti, ma anche la vita amorosa di chi le brucia in sacrificio. Per i Celti l’Albero sacro protettore del giorno dedicato a Litha era il biancospino (ma si trovano riportati, come sacri per questo giorno, ache la quercia e il ginestrone). Si festeggiava con i falò, le processioni con torce e le ruote infuocate che servivano a purificare e prevenire le malattie, per questo si facevano girare gli armenti e le mandrie intorno al falò. I falò erano formati con 7 tipi di legname sacro e accesi con un rametto di biancospino.

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