Approfondimenti
 
GENERATI DALLA LUCE: alla ricerca della verità
26/06/2010
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Fresco di stampa, il libro edito da Terre Sommerse completa la trilogia storico esoterica di Sigismondo Panvini.
Dopo La geometria del male ed Il tempo della fine, quest’ultimo saggio-romanzo dell’estroso scrittore palermitano, disvela un’ulteriore brillante vena narrativa che diventa il collante di galassie distanti.
Panvini è autore non convenzionale che possiede la rara capacità di collegare fatti ed avvenimenti apparentemente distanti, ma invero contigui e talvolta sistemici.
In questa terza opera è ancor più evidente la profondità delle ricerche e degli studi che ne sono la premessa: si comprende chiaramente quanto una diversa “organizzazione“ delle conoscenze giochi un ruolo determinante.
E Panvini prima distrugge le regole della convenzione storica e letteraria, e poi ci propone una nuova organizzazione della conoscenza sulla base di diverse regole iniziatiche e millenaristiche: squarcia un velo bianco per mostrarne un altro più fitto nero e sconveniente, forse terrorizzante, rimodulando gli eventi e la loro valenza sistemica, attraverso una lettura tridimensionale della storia, per indagare le immagini che essa proietta non sull’unico schermo piatto della convenzione, ma in un sistema binario che su cui corrono due verità che nascondono la terza prova, l’anello mancante. Ed è proprio l’indagine sulle tre verità il tema di fondo della trilogia, nella quale si ricerca prima la verità dei fatti, e poi la verità delle “opinioni” ovvero come falsamente viene percepita e rappresentata da sempre la storia dell’uomo, ed infine la terza e più interessante indagine: chi guida veramente i destini ultimi dell’uomo e della Terra? Quale oscura entità si contrappone all’armonia del Creato?
Anche in questo terzo anello, l’Autore utilizza strumentalmente una trama, invero la più letteraria delle tre e forse la più bella dal punto di vista narrativo, sulla quale intesse un raffinato ordito: la trama è un’invenzione, un pretesto, l’ordito è la “verità” o meglio la sua ricerca.
L’introduzione di quest’ultimo lavoro è illuminante: l’illusione ottica della geometria di un’abside è la premessa dell’illusione intellettuale di una storia nascosta e guidata dagli “eletti” invisibili di ogni tempo, distanti ma tra essi collegati. E l’allusione ai poteri forti di rilevanza mondiale non è tanto nascosta.
L’Universo che Panvini ci fa percepire è ancora più ampio della nostra immaginazione e dischiude i sensi alla percezione di una metafisica della storia, indispensabile alla comprensione dell’evoluzione degli eventi.
Sul palcoscenico si muovono come ombre nella caverna platonica, i Predestinati, gli Illuminati, i Rosacroce, i popoli della Terra cava, i bambini blu o dalla strana aura, i Templari in una con l’uomo “essenziale” con la sua unica arma: il desiderio della conoscenza negata, del frutto proibito.
Questo libro si rivolge a tutti, nella misura in cui tutti non si accontentano di una storia ufficiale che sempre più gli storici professionisti, sia pur “convenzionali”, demoliscono giorno dopo giorno.
Il dubbio che si introduce con violenza intellettuale, è che la storia non proceda per successive approssimazioni, ma che venga guidata da entità e gruppi “superiori”, almeno nell’organizzazione se non nell’intelligenza.
E’ una metafora? Forse. Il dubbio è il miglior alleato. E Generati dalla Luce, conclude un ciclo nel quale il dubbio come percezione religiosa, risulta al centro della vicenda dell’umanità e dei singoli. La storia di Luana ritrovata nel mare di Trapani, ambientata in un futuro siciliano post-secessionista, stimola il visionario e colto protagonista, ad una ricerca che lo porterà lontano, dal passato di Ordini monastici depositari di antiche conoscenze, ad un progetto di razza superiore mutante, forse destinata a dominare il futuro.Gustoso ed immaginifico, avvincente e dal finale corale che racchiude tutti i temi sviluppati, come si conviene ad una grande sinfonia, Generati dalla luce è un libro da non perdere per l’eccezionalità dei suggerimenti storici e trascendenti che Panvini bisbiglia all’orecchio sensibile del lettore, aprendogli più strade e più soluzioni.
In questi giorni ricorre l’anniversario della dichiarazione del Bab, Messaggero di Dio precursore di Baha'u'llah, la cui data coincide con l'anno zero dell'era baha'ì.
Il tempo è appropriato: Panvini evoca la diversità dei tempi umani e l’unicità del messaggio divino incomprensibile ai più. Tutto coincide ed è opportuno citare una delle frasi più belle e profetiche di Bah’ u’ llah’, profeta e fondatore della fede Baha’i, che sintetizza diversità e persistenza, cambiamento e immanenza: “… ogni qualvolta i profeti di Dio hanno illuminato il mondo … hanno invariabilmente chiamato i suoi popoli ad abbracciare la luce di Dio coi mezzi più idonei alle esigenze dei tempi in cui sono apparsi".
E la diversità dell’organizzazione delle conoscenze è forse il mezzo più idoneo ed adeguato ai nostri tempi. Ma la “convenzione” è forte e strutturata da millenni, è il cappio che stringe la gola e l’intelletto.
L’ortodossia intellettuale è voluta da poteri occulti che sfuggono alla vista comune e che Panvini riesce a delineare, ai quali riesce a dare una sia pur incerta forma: la non omologazione è pericolosa, infine noi siamo gli “operai mentali”, gli automi intellettuali della nuova Metropolis e Sigismondo Panvini è un eretico.
E ogni qualvolta un “eretico” è apparso sulla scena dell’intelletto, è rimasto tale fino a che le sue profezie non si sono avverate, e se tale è rimasto ha comunque aperto una nuova strada per la conoscenza che è il primo e l’ultimo cibo che sfama l’umanità.
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Commenti / Comments
ufzPBUGxxCVSIunj - 06/12/2012 1:53:06 P
This has made my day. I wish all potsigns were this good.

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